Tutti in Armenia: l’ultima frontiera transcaucasica. PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Luglio 2010 14:37
26 luglio 2010- Yerevan - Attraversiamo il confine tra Georgia ed Armenia da gente di frontiera navigata.
Visti, passaporti e attese, consumati tra sorrisi, scatti fotografici, scherzi e gavettoni d'acqua.
Una parte della delegazione si è staccata per arrivare in tempo all'incontro con il Catholicos Armeno ed ha già raggiunto Yerevan.
Questa è l'ultima tappa del viaggio di amicizia in Caucaso del Sud. La Turchia ci aspetta dietro l'angolo ma, da qui, non ci sembra poi così vicina: i monti e i paesaggi dell'Armenia restituiscono fedelmente a noi viaggiatori la realtà di quel Caucaso dal sapore antico e tradizionale, presente nel nostro immaginario collettivo.
Disseminati sui prati e all'ombra di montagne fitte di vegetazione, appaiono di fronte ai nostri occhi uomini, donne, bambini, le cui storie non compaiono nel dizionario delle esistenze conoscibili.
In questa terra tutto è rimasto non detto. Tranne la sua cornice paesaggistica. I volti, i personaggi, le scene: questa parte del mondo respira una vita che ci è totalmente inconcepibile. Incontriamo ragazzini a cavallo, donne sul greto del fiume da sole per migliaia di metri. Famiglie ai cancelli di casette mimetizzate tra la pietra ed il verde dei monti.
L'autobus corre veloce sulla strada e la realtà di questa terra ci scorre al fianco nelle macchine e nei caravan che ci offrono attimi divertenti di contatto con la gente e la sua quotidianità.
Alcuni di noi si sono addormentati: la delegazione incravattata degli incontri istituzionali, nel sonno, appare diversa.
A svegliarci tutti, però, le tante fermate in improbabili bagni trovati lungo l'autostrada e la fame. Peccato non aver saputo dimostrare la nostra gratitudine alla pizzeria tappezzata da bandiere italiane che ci ha regalato un piatto tradizionale di riso incollato di amido e pollo!
Dopo esserci liberati da un'alimentazione fatta prevalentemente a base di  kajapuri, (una pizza ripiena di formaggio, tipica della Georgia), è sembrato davvero paradossale lasciare i piatti intatti!
Tutti sull'autobus con le pance brontolanti: Yerevan è vicina!
AZ

 

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