| Addio alla "miniera": si parte! |
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| Venerdì 16 Luglio 2010 09:21 |
![]() Lo staff del Progetto “Ventidipacesucaucaso”è finalmente riuscito a dire addio alla “Miniera”, l’ufficio più buio dell’Associazione sulla cui porta era perennemente attaccato il cartello “E’ un momentaccio!”. Nessuno ha infatti “lasciato ogni speranza”, fino all’ultimo: la caparbietà nel non arrendersi agli imprevisti ed alle difficoltà è riuscita a “sfangarla” e ad annullare le attese. Il count down si è chiuso e l’amicizia è già in viaggio.
Dopo aver vegliato a lungo sulla possibilità di arrivare in Caucaso, tra valigie e sbadigli, all’alba, la delegazione di Rondine si è svegliata con il suo sogno in tasca. Qualcuno è rimasto a terra, ma rimane tra i protagonisti di questa storia: Koka, studente georgiano, è stato il guardiano che ha aperto la porta al nostro viaggio e ci ha salutati alla partenza con i suoi occhi da poeta ed il suo cuore da gigante.
Come ogni esperienza troppo voluta e sognata, si temeva che apparisse alla mente come un’esperienza sintetica. Invece, l’averla sognata così a lungo è servito a ricreare questo mondo altro dentro i nostri cuori e ad amarlo e conoscerlo, pur senza ancora averlo mai incontrato. E come Maga, Aleko e Rouba ,sull’aereo ,hanno giocato a nomi, cose e città, inventando nuove parole, sbagliandole, cambiandole- così tutti noi cerchiamo di riempire con questo viaggio un dizionario nuovo, fatto di definizioni inesistenti e di realtà nuove.
Gli occhi dei viaggiatori sono come quelli di una madre che si prepara a non staccare mai lo sguardo dal proprio figlio, perché vuole vivere ogni istante del suo crescere. Con questi occhi, i nostri studenti e il nostro Presidente, nella notte, hanno guardato Baku- vibrante di luce- dal finestrino dell’aereo.
Nessuna impazienza: questo viaggio è stato così voluto che neppure la fila per ottenere i visti a Baku ci ha spazientiti. Né impaziente è stata Anna, studentessa russa, prima di consegnare i 14 baci, dopo tre mesi, a Dato, il nostro Giasone, la nostra Rondine d’oro georgiana.
Adesso l’Azerbaigian ci attende. E’ qui. Ecco questa terra che forse nemmeno noi credevamo di poter trovare davvero.
Leggi il diario di viaggio di Franco Vaccari sul sito di Famiglia Cristiana:
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