| La prima "Conferenza dei Popoli del Caucaso" |
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Affianco al nemico, a dire basta, quel giorno, erano anche le madri di Beslan. Erano gli ostaggi ed erano i connazionali dei terroristi, erano le vittime della guerra; i vinti, i vincitori- tutti sconfitti. Con le stimmate dell’ingiustizia subita e con la disperazione dell’irreparabile a tormentare, ancora, ogni giorno, i propri corpi sopravvissuti, hanno trovato la forza di chiedere una rinascita che li veda tutti uniti e ancora insieme. Una seconda possibilità per cancellare cosa se ne è fatto di questo nostro Caucaso. Per trasformare la rabbia. Per riuscire a non rendere incancellabile e a non riprodurre lo stesso torto, lo stesso dramma, per numerose altre generazioni. Come gli altri, loro sanno cosa sia confrontarsi con il desiderio di vendetta. Hanno visto con i loro occhi, vissuto nella loro carne. Come gli altri, hanno un nome per ogni ferita inferta dalla guerra. Un dizionario di cicatrici interminabile. L’ingiustizia sui propri cari, l’attesa dei bombardamenti. La spia di una paura incontrollabile che si accende in uno sguardo sull’altro. Come gli altri. Ma hanno messo il primo punto alla guerra.
Sono diventati attivisti, operatori di mediazione e di pace, difensori dei diritti umani nei territori colpiti dalla guerra: giornalisti, artisti, associazionisti, economisti, personalità istituzionali, accademiche, religiose. Ed in 150, hanno scelto di volare in Italia alla “Prima Conferenza Internazionale dei Popoli del Caucaso”, tenutasi a La Verna dal 16 al 19 maggio 2009. Organizzata dall’ “Associazione Rondine- Cittadella della Pace”, la Conferenza ha riunito gli esperti internazionali di tutto il mondo attorno al Documento in 14 Punti per la Pace nel Caucaso, ideato dai nostri giovani in risposta alla guerra russo-georgiana del 2008. A non farli cedere alla tentazione di fare un passo indietro, i giovani dello Studentato Internazionale di Rondine, che, al tavolo della conferenza, hanno diviso adulto da adulto in una voluta disposizione alterna che ha fatto sì che la migliore spalla destra dei grandi fossero proprio i piccoli. Così, apertisi i lavori, il Documento, che si propone di sostituire prassi, burocrazie e concetti ormai inadeguati per la prevenzione e la gestione delle crisi internazionali, è stato perfezionato dal contributo di ognuno ed approvato da tutti. Adesso, la storia individuale di moltissimi continua a riporre la sua fiducia nel futuro del Documento in 14 Punti per la Pace nel Caucaso e a chiedere che anche gli altri mettano un punto.
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