| "Il futuro non si sogna, il futuro si fa adesso" |
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| Martedì 06 Luglio 2010 16:16 |
(nella foto gli studenti Aleksandre, Kan e Anna)
Manca poco, veramente poco. Il viaggio di amicizia nel Caucaso del Sud è alle porte. Partenza, giovedì 15 luglio. C’è fermento negli uffici dell’Associazione Rondine, c’è entusiasmo fra i ragazzi dello studentato: “Il successo del documento è rendersi conto che all’inizio era soltanto il nostro sogno, di noi studenti e adesso, invece, ho capito che con la forza di volontà e la massima trasparenza si possono fare anche dei piccoli miracoli”, ha raccontato Kan, studente abcaso di Rondine. Gli fa eco il suo amico-collega georgiano, Aleksandre: “Dopo quest’ultimo periodo, difficile per il Caucaso, sarà la prima azione positiva, dove potranno collaborare tutte le parti in conflitto”. Anna invece, una studentessa russa, dal canto suo ci racconta cosa pensa del viaggio e lo fa con una frase che racchiude in sé, tutto il senso che lei ha dato al progetto “ventidipacesucaucaso”: “il futuro non si sogna, il futuro si fa adesso – ha spiegato – ed è per questo che mi aspetto serietà e concretezza, perché a me non interessa solo parlare, per poi non fare niente. Il Documento in 14 punti va realizzato con tutte le popolazioni del Caucaso. Penso anche che la gente abbia capito l’importanza della cosa e perciò i popoli del Caucaso faranno sì che si concretizzi il progetto, grazie anche allo stimolo di Rondine”. “Il viaggio di amicizia è uno dei passi che le popolazioni provano a fare per il sogno del Caucaso in pace. A mio parere è il passo più importante e significativo di tutti gli altri che siano mai stati fatti nell'area - ha proseguito Kan – Un’altra cosa molto importante che otterremo da questo viaggio sono i contatti, sia quelli che prenderà Rondine per il lavoro che fa, che quelli che avremmo noi studenti.Ci serviranno molto una volta tornati a casa per continuare a far quello che abbiamo imparato nella Cittadella della Pace – e ha concluso - l'ultima cosa che voglio dire è che in questi mesi, ho capito davvero che nel mondo c'è gente che si preoccupa per le cose che succedono nel nostro pianeta.Tutti coloro che collaborano al progetto sono e saranno sempre i benvenuti nei nostri paesi”.
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