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Punto primo:sostenere movimenti di opinione |
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Lunedì 14 Giugno 2010 10:08 |
 Spunti che portano a idee. Idee che danno forza nuova ad un progetto. Un progetto che cammina nel difficile sentiero che porta dal sogno alla realtà. Le Piazze di Maggio, le cinque giornate organizzate dall’Associazione Rondine Cittadella della Pace per discutere insieme sulle possibili “Vie di Pace”, viste sotto le spesse lenti di Ventidipacesucaucaso, danno una vista d’insieme diversa. O ad essere ancora più precisi, danno una visione nuova. Si vede un po’ più in là in un complesso e intricato progetto. Perché cinque giorni pieni di conferenze, incontri, conversazioni, nuove amicizie, alimentano ancora una volta un “sogno” che da più di un anno cammina a gambe levate. Legna su un fuoco di contenuti che già illumina a giorno. Da tempo. Coloro che nel corso di quest’ultimo anno hanno incontrato le ragioni del “Documento in 14 punti”, durante le Piazze di Maggio della scorsa settimana, hanno avuto i modi, le occasioni e il tempo di riflettere ancora più attentamente su cosa proprio questi 14 punti comportino. Un cambio di prospettiva, quasi una rivoluzione dolce, nel sistema e negli equilibri caucasici. “Quattordici punti” vivi più che mai. Quattordici punti che, riletti alla luce delle Piazze di Maggio 2010, viene voglia di rispiegare, uno ad uno: il primo – citandolo testualmente – dice: “Sostenere movimenti di opinione nel Caucaso e nel mondo che spingano i governi a costruire un tavolo permanente tra le parti coinvolte per la pacifica soluzione delle controversie politiche, economiche e sociali”. L’incipit, la partenza, senza la quale nulla potrebbe iniziare. Dialogare. Andrea Roccucci, esperto di Europa Orientale per la Comunità di Sant’Egidio, ospite domenica mattina, il 30 maggio, alle “Piazze”, spiega perfettamente il perché questo è un punto da cui non si può prescindere: “Ritrovare le ragioni e il luoghi di un convivere civile è il passo fondamentale – spiega Roccucci – Soprattutto per una regione che può benissimo essere chiamata “cerniera” fra l’Europa e l’Oriente, un luogo dove la convivenza non è un optional, ma bensì la conditio sine qua non. Una regione, quella caucasica, dove deve passare il messaggio che la ricchezza, sta nelle differenze che stanno le une accanto alle altre. Il contributo principale di “Ventidipacesucaucaso”, perciò, sarebbe proprio quello di mettere insieme i movimenti della società civile, per risanare le fratture ed elaborare una strategia, o le strategie, d’uscita dai conflitti”. Sostenere il dialogo. Sostenere la pace.
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