PER LA PACE IN CAUCASO: UN LABORATORIO DI DIPLOMAZIA POPOLARE PDF Stampa E-mail
Lunedì 15 Novembre 2010 19:08

Rondine a Trento illustra il proprio progetto in una conferenza

“La diplomazia popolare può fare grandi cose anche se sono piccole cose”: lo ha detto Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, intervenendo all'incontro “Per la pace in Caucaso: un laboratorio di diplomazia popolare”, organizzato lo scorso 11 novembre a Trento dalla Cooperativa sociale Rondine-Sco. Coop. Onlus in collaborazione con Trentino Spa, Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC) e Università degli Studi di Trento.
Dopo il saluto del preside della Facoltà di Sociologia di Trento, Bruno Dallago, il quale ha ricordato che “il Caucaso è molto più vicino di quanto sembra”, è intervenuta Lia Giovanazzi Beltrami, assessore alla Solidarietà internazionale e alla convivenza della Provincia autonoma di Trento e, a seguire, Paolo Manfrini, direttore dell’area relazioni esterne di Trentino Spa. La Beltrami ha sottolineato che il compito politico del suo assessorato è “mettere in rete tutte le iniziative del territorio impegnate per la pace”, mentre Manfrini ha preannunciato che 500 ragazzi delle scuole provenienti da Arezzo saranno ospiti in Trentino “nei luoghi della grande guerra dove si è costruito la pace”.
Entrando nel vivo del dibattito Aldo Ferrari, docente all'Università Ca' Foscari di Venezia e collaboratore dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) di Milano, ha ripercorso in estrema sintesi le ultime vicende storiche del Caucaso. “I conflitti sono tuttora aperti – ha detto – ma non sono l'essenza della sua storia, che è molto più antica e ricca di cultura”.
Dopo l'intervento di Giorgio Comai, ricercatore di OBC, ha parlato Franco Vaccari: “Rondine scommette sui giovani: in un'epoca di conflitti non risolti, due giovani che si tendono la mano da noi non sono considerati come traditori. Noi abbiamo sperimentato, attraverso il Viaggio di amicizia in Caucaso del Sud e Turchia, che la storia in corpo 12 può diventare in corpo 18”.
A rievocare quel viaggio, punto culminante di un percorso per il Caucaso iniziato da Rondine due anni fa dopo lo scoppio del conflitto russo-georgiano (agosto 2008), sono stati gli studenti Kan e Kama, abcasi. “Prima di arrivare a Rondine non avevo mai avuto l'opportunità di vedere il punto di vista del nemico” ha detto Kan. “Ora ho capito che il mondo è bello, il mondo è grande, il mondo è piccolo” ha aggiunto Kama. Insieme a loro Rouba, studentessa libanese, che ha sottolineato l'impegno trasversale degli studenti, decisi ad aiutare i loro amici caucasici anche se loro stessi vengono da altre parti del mondo.
Luisa Chiodi, direttrice scientifica di OBC, ha ribadito la scarsa conoscenza che si ha in Italia e in Occidente delle problematiche caucasiche. Infine l'ambasciatore Giuseppe Cassini, moderatore dell'incontro, ha insistito sull'importanza della diplomazia popolare, strumento ideale quando i popoli faticano a parlarsi attraverso quella ufficiale. (L.M.)
nnjhj

 

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