| Anche per Haik |
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| Martedì 27 Luglio 2010 15:14 |
![]() 26 luglio 2010- Yerevan- Mentre gli studenti guardano dentro un pozzo posto nel centro di una piazza di Yerevan, si avvicina a noi uno spiritello armeno di dieci anni, di nome Haik.
Il volto furbo del ragazzo di strada che sa insegnarti la vita, Haik. Ha un raccoglitore pieno di acquerelli: il melograno- simbolo di Yerevan, le chiese armene, il monte Ararat e gli animali dell’Arca di Noè. Acquistiamo le sue opere d’arte e gli insegniamo che l’espressione della sua anima deve portare sempre il suo nome. Impara in fretta. Ci firma i suoi disegni con la calligrafia “scapigliata” di un artista fatto e ci segue per le strade della città. Anche qui, sono i bambini a parlarci di un mondo più reale e a far vivere nella verità questa città. Il nostro Capo Progetto acquista un’intera galleria e riceve come onorificenza un pupazzetto di peluche da attaccare sulla giacca.
Magari quei disegni non sono nemmeno suoi. E sicuramente, non è vero che colleziona monete straniere: appena gli giriamo le spalle, si informa su quanto possano valere nel cambio. A noi, però, piace fingere che sia così, che con quei soldi comprerà davvero un computer e che con i suoi disegni racconterà davvero l’anima di Yerevan.
“Raccogliamo tutti i bambini dalla strada e andiamocene in giro per la città!”, dice Rouba. E’ così che vorremmo che fosse il nostro viaggio di amicizia.
E’ questo che noi vorremmo essere. Ma questo viaggio deve continuare a passare attraverso gli incontri istituzionali.
Moltiplicandoci per essere in più posti contemporaneamente, lievitando al sole di questa estate torrida e mai disperdendo le nostre energie; a ritmo serrato, continuiamo ad incontrare le tante istituzioni del Paese che ci vogliono accogliere e conoscere. Anche per Haik.
AZ
Foto di Angela Zurzolo
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