| Una rondine d'oro fa primavera |
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| Domenica 25 Luglio 2010 19:40 |
![]() Abitazioni fatiscenti, muri distrutti, spazi vitali estremamente ridotti, panni gocciolanti che ciondolano dalle finestre e si affacciano su cortili malmessi, desolati.
È questo ciò che si apre agli occhi di un visitatore nel campo profughi del distretto di Binagadi a Baku dove la delegazione di Rondine con i suoi studenti si è recata lo scorso sabato. Un momento emozionante, profondo e scioccante che tocca gli animi di chi non ha mai vissuto un’esperienza simile né immagina cosa significa poter vivere così.
“Questi bambini mi ricordano la mia infanzia - ci racconta Davit, rondine d’oro georgiana durante la visita - dopo la guerra nel ’92 anche io sono stato in un campo profughi, mi ricordo che non avevo cibo, vestiti, è stato un periodo molto difficile. Mi domandavo perché gli altri potevano avere queste cose e io no” - prosegue Davit, per gli amici Dato, mentre molti bambini del campo lo circondano sorridenti e incuriositi.
Commuove sentire le parole di un giovane studente di Rondine che raccontano la difficile infanzia vissuta. “Mi ricordo quel periodo come fosse un brutto sogno, un incubo che non voglio più rifare. La mia famiglia decise di lasciare Sukumi, la città dove sono nato. Ricordo che i campi dove ho vissuto erano simili a questo di Baku. Lì ho compreso l’importanza di avere un’istruzione, perché ogni persona può cambiare le cose, però deve sapere come e dove poterlo fare. La mia famiglia mi ha dato la possibilità di studiare all’università; successivamente ho fatto un master in Italia grazie a Rondine - ci spiega Dato - studiare a Rondine mi ha dato la possibilità di avere amici abcasi, russi e di tanti altri paesi. Adesso sono sicuro che noi non siamo nemici, ma possiamo stringere una forte amicizia. Avere la possibilità di avere un dialogo con il tuo “nemico” ci aiuta a capire quali sono i problemi reali e a risolverli insieme” - aggiunge la Rondine d’oro georgiana che ora lavora come stagista al Ministero per la Reintegrazione, “il sogno di una vita” racconta abbracciando Franco Vaccari e Lelia, direttrice dello Studentato di Rondine.
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