La diplomazia popolare attraversa la Georgia e l'Azerbaijan PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Luglio 2010 16:45

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La diplomazia popolare di Rondine, quella che va oltre le difficoltà politiche, attraversa l’Azerbaijan e la Georgia, trovando pieno apprezzamento e sostegno dalle istituzioni accademiche, civili, politiche e religiose. Una settimana in viaggio, attraverso i percorsi montuosi e le valli che da Baku portano a Tbilisi. Un tragitto che la delegazione di Rondine, composta prevalentemente dagli studenti internazionali, molti caucasici, ma anche libanesi, israeliani, macedoni e russi, sta realizzando passo dopo passo, incontro dopo incontro.
Nella capitale georgiana si è suggellato il rapporto di amicizia e collaborazione con le principali università come la Tbilisi State University, la Ilia Chachavadze, l’Università Statale di Tbilisi-Jakashvili, la David Guramishvili Georgian International University, dove il presidente di Rondine, Prof. Franco Vaccari, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Risoluzione dei Conflitti, e l’Università di Sukumi, aperta ai profughi georgiani. Così come avvenuto con l’Università Statale di Baku, dove si sono avviati i primi passi concreti per la selezione – già dal prossimo anno – dei primi studenti azerbaijani.
Importanti gli incontri a Tbilisi con il Ministro della Reintegrazione Iakobashvili e il Vice Ministro degli esteri Nalbandov che hanno dato pieno appoggio all’iniziativa di Rondine volta a favorire il dialogo e la pace partendo dagli studenti e dal loro impegno.
L’incontro con la delegazione della Commissione europea in Georgia e con l’OSCE a Baku hanno confermato il sostegno e l’apprezzamento ad iniziative come quelle di Rondine che mirano a realizzare qualcosa di concreto per una pacifica convivenza nell’area caucasica.
Altro tassello importante è quello del dialogo interreligioso, come previsto nel 14esimo punto del Documento per la pace nel Caucaso. Un dialogo che Rondine ha concretizzato incontrando a Baku il Primo Consigliere dello Sceicco Pashazadeh, con il quale c’è stata condivisione sui temi della tolleranza e del rispetto reciproco che per essere concreta deve passare dall’educazione dei giovani, e a Tbilisi durante l’incontro con il vescovo monsignor Giuseppe Pasotto e con il numero due del Patriarcato ortodosso della Georgia. Entrambi hanno mostrato sostegno ad iniziative che, come quelle della Cittadella della Pace, mirano ad utilizzare l’aspetto accademico e di convivenza per portare semi di speranza in situazioni di conflitto.

Foto di Silvano Monchi

 

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