Un inchino: a noi e alla Georgia! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Luglio 2010 11:45
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20 luglio 2010 (Tbilisi) - ll Teatro Rustaveli è tutto per i giovani dello Studentato Internazionale e per la delegazione di Rondine. L’eleganza e lo stile sono  europei; come se il teatro fosse solo quel “Goldoni, Paganini, Giuseppe Verdi” che,  qui, stringendoci le mani, i georgiani nominano con grande ammirazione. La piccola orchestra, nell’angolo della sala dove si tiene il ricevimento per i nostri studenti e le loro famiglie, suona musica classica tutta europea. Non ancora per molto, però. Il Rustaveli ci riserva ancora delle sorprese.
“Ci sono molti volti amici. Ma i volti che ancora non conoscevo sono quelli delle famiglie degli  studenti. È come se oggi un’unica famiglia si riunisse intorno a questi nostri figli” spiega il Presidente Franco Vaccari, aprendo la festa dell’amicizia a Tbilisi. “C’è un brindisi che fanno i giovani georgiani quando  finiscono il percorso a Rondine e tornano a casa. Dicono: quando siamo venuti in Italia abbiamo brindato per la nostra famiglia e adesso, brindando, ne lasciamo un’altra.”
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Difficile immaginare cosa significhi aver costruito  la propria esistenza su un’impresa che sta crescendo e moltiplicando i suoi effetti, estendendo nuove possibilità di futuro a Paesi e persone sconosciute. Hanno tanti amici mai visti prima e ovunque vadano ne trovano di nuovi, il Presidente di Rondine e la Direttrice dello Studentato, Lelia della Scala. È per tutto quello che insieme al Caucaso sono riusciti a fare, per i giovani e con i giovani, che la Georgia festeggia Rondine come se facesse parte della sua famiglia.
Ecco allora che i danzatori e i musicisti folklorici arrivano nella sala con i loro abiti tradizionali, voci e suoni, movimenti e passi che esprimono un’antica fierezza. Un bambino, con il suo colbacco e i pantaloni alla zuava, saetta orgoglioso tra gli adulti e raccoglie gli applausi, scivolando con un salto fuori dalla scena.
“Sono orgoglioso!” dice Maga, guardando estasiato lo spettacolo delle danze e dei canti tradizionali che hanno accolto la delegazione. Aleko, vicino a suo zio, grande attore della scena georgiana, è il custode della serata. Magomed accenna a fare un passo di danza e non sta nella pelle, al suono dei tamburi che scandiscono il tempo del suo ritorno a casa.
Carlo, Aleko, Giga, Davit e Khatia, le nostre Rondini d’Oro in Georgia, chiudono la serata insieme a noi, sul palcoscenico, all’ombra del sipario. Stretti tutti per mano, tre passi e un grande inchino: a noi e alla Georgia!
AZ
Guarda il video della serata al Teatro Rustaveli: clicca qui.

Foto di Silvano Monchi

 

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